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Title: ELEVATOR CITY

Time: 28 novembre 2012
Category: Article
Views: 1670 Likes: 0

Tags: AC/DC , DIDO , Elevator , Ellis Island , Harlem , Jonatham Lethem , Kamandi , Kerouac , Liberty Island , Lorenzo Cherubini , National Park Service , New Colossus , NewYork , Oliver Stone , Statue of Liberty , Times Square , Watchman

ELEVATOR CITY

Text by Sebastian Di Guardo
« Datemi i vostri stanchi, i vostri poveri, le vostre masse infreddolite desiderose di respirare libere, i rifiuti miserabili delle vostre spiagge affollate. Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata. » (Iscrizione sul basamento della Statua della Libertà; Liberty Island, NY)

Underground

Scorre la metropolitana con le sue sliding doors. Sistema circolatorio, non-luogo e al contempo spazio di un movimento scomposto di personalità, a volte capaci di interagire ed amarsi, più spesso indifferenti allo schiacciamento erotico tra le persone che vanno a lavoro contemporaneamente. “Ho perso l’autobus e oggi sarà un inferno, sono in ritardo al lavoro. E anche se fossi li, tutti insinueranno che non arriverò a fine giornata… Ma poi mi chiami e non è poi così male”1.

Foundation level

Le rigide quanto malsicure fondamenta del capitalismo americano. Qui sono pietrificati gli sforzi atlantidei dei cittadini e dei soldati che hanno costruito il significato stesso di status symbol. Capitali e frenesia inconsueta le hanno costruite, per poi dimenticarsene, dandole per scontate. L’undici settembre le ha messe in luce, in tutti i sensi: d’un tratto il “Sacro diorama di possibilità ed incontri, era stato burocraticamente squalificato a mera  «zona» “2 .

Ground floor

“Avevo fatto tredicimila chilometri su e giù per il continente americano e adesso ero tornato a Times Square; e proprio all’ora di punta anche, e ai miei occhi innocenti da vagabondo toccava di vedere l’assoluta follia e il fantastico, fragoroso via vai di New York con i suoi milioni di abitanti che sgomitano instancabili per qualche dollaro, l’allucinante sarabanda del prendi, arraffa, dai, sospira, muori. Gli alti grattacieli del paese, dall’alta estremità del paese, del luogo dove si fabbrica l’America di carta. C’era una gran festa a New York, dovevamo andarci tutti. Corremmo sbandando sul fondo ghiacciato”3. “La città è un animale feroce e complicato. Per capirlo meglio ne leggo i rifiuti, i fetori, i movimenti dei suoi parassiti… siedo a controllare il bidone della spazzatura e New York mi apre il suo cuore”4.

First – 17-18-19-20th…… Floor

In questi livelli abitano i cittadini della “Grande Mela”. Forse quelli più noiosi? Qui accade la follia. Sono appartamenti da migliaia di dollari per metro quadrato nei quartieri come l’East side, oppure più economici come ad Harlem. Da qui in poi è strettamente gerarchico: ogni piano più su, è una promozione, è un compromettersi. Più su, più su. Più su, gli uffici, sempre più panoramici, dominanti. È il regno dei brokers di Oliver Stone5; l’avidità li ha costruiti, impilati uno sull’altro e arredati, essi sono il corpo della città. “Pietra di granito, carcere dorato, gigante ferito, opportunità. Fabbrica di corpi e di nuovi dei, io sono New York ehi ehi ehi ehi”6.

Terrace roof

Piatti e grigi, con eliporto, spazi tecnici. Questi luoghi a malapena accessibili sono gli unici dentro la città abbastanza distanti dal caos per permettere la riflessione, l’osservazione scientifica del formicaio urbano. È lo spazio del solitario dalla moralità propria, disgustato dalle bassezze cui piega l’opulenza. “Sotto di me quest’orribile città urla come un mattatoio pieno di bambini ritardati. New York. Venerdì notte, un comico è morto a NY. Qualcuno sa perché. Laggiù… qualcuno sa” 4. Cerchi un pattern dentro la realtà casuale, laggiù, ne senti la necessità e ti aspetti una risposta da questa città – il sogno americano?

The sky

È lo spazio di sorvolo di Superman, il luogo dei simboli, come le cartoline della Statua della Libertà inviate dai turisti ai parenti a casa. Stelle e striscie, Hamburgers, Madonna Ciccone sui cartelloni pubblicitari: simboli difesi con patriottismo, e a volte con la guerra. “Tutte queste cose… erano lì, sigillate al sicuro e, allo stesso tempo, così salutari che la loro promessa sorrideva persino attraverso il contenitore” 2.

New York, nuova Babele di popoli fiduciosi in una promessa implicita. Una città fatta di layers, ma anche il luogo dove tutte le cose si mischiano come in un calderone e alle quali puoi decidere di dare, o trovare, uno schema che dia un senso comune al tutto. In genere, ti viene in mente uno swing lisergico. Perché chiunque tu sia, reinterpretando le parole scolpite a Liberty Island, “I feel safe in New York City I feel safe in New York City I feel safe in New York City I feel safe in New York City!!!”7.

« Give me your tired, your poor, Your huddled masses yearning to breathe free, The wretched refuse of your teeming shore. Send these, the homeless, tempest-tost to me, I lift my lamp beside the golden door! »

(Writing on the pedestal of the Statue of Liberty, Liberty Island NY)

Underground

The subway goes by with its sliding doors. Circulating system, nonplace and yet the space for the unregulated movement of personalities. Sometimes capable of meeting and loving each other, more often indifferent to the erotic frisson between people who go to work at the same time. “I missed the bus and there’ll be hell today I’m late for work again and even if I’m there They’ll all imply that I might not last the day And then you call me and it’s not so bad, It’s not so bad”1.

Foundation level. The hard yet uncertain fundation of American Capitalism. Here the atlantean efforts of the soldiers and citizens that made the actual meaning of status symbol are carved in stone. They built them with money and remarkable frenzy, then forgot about them, taking them for granted. 9/11 brought them back into the limelight, all of a sudden the “Holy diorama of possibility and encounter, had been bureaucratically shrunken to  mere area.”2 .

Ground floor

“Suddenly I found myself on Times Square. I had traveled eight thousand miles around the American continent and I was back on Times Square; and right in the middle of a rush hour, too, seeing with my innocent road-eyes the absolute madness and fantastic hoorair of New York with its millions and millions hustling forever for a buck among themselves, the mad dream—grabbing, taking, giving, sighing, dying, [...] The high towers of the land–the other end of the land, the place where Paper America is born. [...] A big party was on hand in NewYork; we were all going. [...] We roared into New York, swerving on ice.”3. “This city is an animal, fierce and complicated. To understand it I read it’s droppings, it’s scents, the movement of it’s parasites… I sat watching the trashcan and New York opened it’s heart to me. “4.

First – 17-18-19-20th…… Floor

The citizens of the big apple live at these levels. Maybe they are the most booring,  here be madness. East Side apartments worth thousands of dollars per square meter and more economic ones in places like Harlem.  From here onwards its all a hierarchy, each floor up, a promotion, a compromise.  Up and up, to even more panoramic offices, the reign of Oliver Stone’s brokers 5.  Built by greed, piled one over the other and furnished, they are the city’s body. “Granite stone, golden prison, winded giant, opportunity. Factory of bodies and new Gods, I am New York ehi ehi ehi ehi”6.

Terrace roof

Flat and gray, with helipads, technical spaces.  These highly unaccessible areas are the only spaces within the city that are far enough from the chaos and noise to allow a thoughtful and scientific viewing of the urban anthill.  It is the space of the solitary man disgusted by the vulgarity that wealth encourages. “Beneath me, this awful city, it screams like an abattoir full of retarded children. [...] Tonight, a comedian died in New York. Somebody knows why. Somebody knows.”4. You seek a pattern in this random reality, down there, you feel the need and await a response from this city – the American dream?

The sky

Where superman flies, the space for symbols, like the postcards of the statue of liberty that tourists send home. Stars and stripes, hamburgers, Madonna on the walls. Symbols protected patriotically and sometimes war. “all were here, sealed for safekeeping, and at the same time so healthy their promise grinned from the container”2.

New York, a new babe of people who believe in the unspoken promise. A city made of layers, but also a place in which everything is mixed into the melting pot and finds or is given a meaning. For whoever you are you can reinterpret the word carved into Liberty Island.   “I feel safe in New York City I feel safe in New York City I feel safe in New York City I feel safe in New York City!!!”7.

Translated by Clementina Immirzi
 
1 –  ”Thank You”, DIDO, Sliding Doors soundtrack,  1998
2 –  Chronic city: A Novel by Jonatham Lethem, 2009
3 –  On the road by Jack Kerouac
4 –  ”Watchman”, Alan Moore and Dave Gibbons, DC Comics, 1986
5 – “Wall Stret”, di Oliver Stone, 1987
6 – “Rosso d’emozione”, Lorenzo Cherubini, 2011
7 – “Safe in New York City”,  AC/DC, 2000
 

- The first image is a 19th-century building without a lift: the upper classes on the 1st floor, the poor and the servants live on the upper floors.

- The second image is the cover of Kamandi (The Last Boy on Earth) DC Comics (1972-1978) 59 issues. Written and created by Jack Kirby (up to issue 32) and by G.Conway, M.Pasko & G.Conway, D.O’Neil, E.S.Maggin, S.Englehart.

 


 

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Title: ELEVATOR CITY

Time: 28 novembre 2012
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