Fabbricare Fiducia_Architettura #33 | Lettera dal domani | Andrea Rinaldi |

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Come immagini il mondo dell’architettura dopo l’attuale crisi virale?

Marzo 2021. L’unica certezza è l’incertezza, aveva ragione Bauman. Siamo usciti dal tunnel, non è andato tutto bene, ma siamo ancora qui. E’ stato il momento dei medici, che ci hanno consentito di giungere fino ad oggi. Siamo stati molto sensibili ai temi della salute e ora ci accorgiamo che dobbiamo cambiare i nostri spazi di vita. Molti spazi collettivi si sono dimostrati inadeguati alle modificazioni sociali e le case si sono dimostrate inospitali per periodi prolungati. E non per questione di dimensioni. La pandemia ci ha confermato che viviamo in un mondo fragile dove il bene collettivo deve venire prima del bene individuale, ha cambiato alcune abitudini modificando i modi di vita, di relazione, di comportamento anche se lo smart working non ha cancellato il contatto con la realtà.

E’ il momento degli architetti, che prima erano diventati non utili a nessuno, vanitosi e individualisti, distanti dalla loro dimensione sociale, chiusi nel passato e in un’inesistente autonomia dell’architettura. Quelli che hanno saputo reinventarsi hanno il compito di intervenire in una realtà senza macerie. L’esperienza del distanziamento sociale ci ha reso più sensibili. Una nuova sensibilità che presuppone nuovi modelli: spazi liberi, inondati da luce naturale, attorno a luoghi aperti, intrinsecamente belli. E ancora innovativi, autonomi energeticamente, riutilizzabili, fabbricabili a basso costo. Il senso della responsabilità sociale e ambientale ha riportato gli architetti ad affrontare il mestiere con umiltà, con un’attenzione verso i più fragili: è il momento di imparare nuovi comportamenti e disimparare quelli che hanno originato gli errori, non sono i virus l’unico problema.

Imparare a fare “cose” temporanee non da buttare ma da riusare. Diverse, capaci di andare oltre all’inerzia delle abitudini che frena ogni cambiamento. Nuove, partendo dall’idea che ciò che abbiamo fatto può essere ripensato in modi dapprima inesistenti. Utili a produrre un diverso valore ambientale, sociale, economico, che implica lo spostamento delle mentalità dalla progettazione dell’architettura come se non ci fosse un domani a prevederne l’intero ciclo di vita.

Imparare a costruire cose essenziali, multiuso, libere: la stessa architettura è usata tutti i giorni dell’anno e deve essere liquida.

Imparare a imparare sempre per fare meglio perché la conoscenza è alla base della creatività.

Bisogna mettersi subito al lavoro, c’è molto da fare insieme per costruire un mondo migliore, c’è bisogno di cura, di una cultura del costruire. Possiamo scegliere se prenderci per mano o finire in una fossa comune, ci aveva detto Bauman.

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Andrea Rinaldi è Professore Aggregato in Composizione Architettonica e Urbana presso il Dipartimento di Architettura di Ferrara, Direttore della rivista Architettare, Presidente dell’Ordine Architetti PPC di Reggio Emilia. E’ autore di volumi monografici, ricerche, curatele, capitoli di libro e di numerosi articoli in riviste di settore. Socio del Laboratorio di Architettura di Reggio Emilia assieme a Roberta Casarini con numerosi progetti premiati e premi in concorsi di architettura. Svolge la propria attività di progetto e ricerca intorno al rapporto tra progettazione e costruzione, sostenibilità, economia.

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Title: Fabbricare Fiducia_Architettura #33 | Lettera dal domani | Andrea Rinaldi |

Time: 13 aprile 2020
Category: Article
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