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Title: Untitled

Time: 28 maggio 2012
Category: Article
Views: 1384 Likes: 0

Tags: angelo , Angelo Flaccavento , flaccavento , masochism , PostScript , Tuscany

Untitled

by Angelo Flaccavento

Masochism tense a procrastinator, but I fixed the punctuality. I am a opportunistic writer. I transform thoughts into written words. The time is my masochism. This piece, for example, I was commissioned with an enormous advance, but I threw it away. Once again, I prevaricated, loafed about, hesitated. I can not stop doing it, even when the daily newspaper calls, and the time at my disposal is only a few minutes. Doing other things – I’m always doing two or three things at a time, or I get distracted – I begin to fantasize on the form to give, on the vocabulary to use. The days however, have passed without the fantasies materializing. Today they are hours of a thousand traitorous ideas, not one that has stopped. I always deliver. I’m always punctual, come what may. A swiss like sicilian, only who knows me can string me along. If I had a month available the same thing would have happened. It’s as if the fragments of thoughts are driven together by the urgency of the inexorable and inevitable end. It is the goal, and the end, to make sense of everything, to provide a vanishing point perspective. Do I feel the anxiety of the impending conclusion to cut, edit, assemble without teasing myself with the possibility of second choice. I do not particularly like it, but I depend on this feeling. Here, time’s up. I’ve said everything. My stomach aches from the anxiety, but I’m relieved. Postscript: I’m a punctual procrastinator and a resounding storyteller. The confession just been released could be pure invention. Think what you may. I call it honest dissimulation.

Il masochismo mi rende un procrastinatore, ma ho la fissa della puntualità. Sono un pennivendolo. Trasformo pensieri in parole scritte. Il tempo è il mio masochismo. Questo pezzo, ad esempio, mi è stato commissionato con un anticipo spropositato, che ho gettato al vento. Ancora una volta, ho tergiversato, cincischiato, indugiato. Non riesco a smettere di farlo, anche quando è il quotidiano a chiamare, e il tempo a mia disposizione una manciata di minuti. Facendo altro – devo sempre far due o tre cose insieme, o mi distraggo – ho cominciato a fantasticare sulla forma da dare, sul lessico da utilizzare. I giorni, nel mentre, sono passati senza che le fantasticherie si materializzassero. Adesso sono diventati ore; delle mille idee, traditrici, non una che si sia fermata. Devo consegnare. Sono sempre puntuale, cascasse il mondo. Un siculo svizzero, mi prende per i fondelli chi mi conosce. Se avessi avuto un mese a disposizione sarebbe successa la stessa cosa. È come se i frammenti di pensiero si componessero in un disegno guidati dall’urgenza inesorabile e inevitabile della scadenza. È il fine, e la fine, a dare un senso al tutto, a fornire un punto di fuga alla prospettiva. Devo sentire l’ansia della conclusione imminente per tagliare, editare, montare senza trastullarmi con la possibilità della seconda scelta. Non mi piace particolarmente, ma dipendo da questa sensazione. Ecco, tempo scaduto. Ho detto tutto. Dall’ansia, mi duole lo stomaco, ma sono sollevato. Postilla: sono un procrastinatore puntuale, ma anche un sonoro contaballe. La confessione testé rilasciata potrebbe essere pura invenzione. Fate voi. Io la chiamo dissimulazione onesta. 

poeticallypunk.tumblr.com

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Time: 28 maggio 2012
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