Fabbricare Fiducia_Architettura #68 | Il post – virale. Verso un’architettura del rifugio e dell’inclusione | Sofia Montalbano

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Come immagini il mondo dell’architettura dopo l’attuale crisi virale?

 

 “L’Antropocene introduce delle discontinuità drastiche; quello che verrà dopo non sarà come quello che è venuto prima. Credo che il nostro compito sia rendere l’Antropocene il più interstiziale e insignificante possibile: dobbiamo unire le forze e condividere tutte le idee che ci vengono in mente per coltivare le epoche a venire in modo da ristabilire dei luoghi di rifugio.” Da Chtulucene, Sopravvivere in un mondo incerto, Donna Haraway, 2019.

“L’economia politica globale dei nostri giorni ci pone di fronte a un nuovo, allarmante problema: l’emergere della logica dell’espulsione […] espulsione […] dai progetti di vita, dall’accesso ai mezzi di sussistenza, dal contratto sociale”. Da Espulsioni. Brutalità e complessità nell’economia globale, Saskia Sassen, 2014.

 

Fuga dalle campagne verso le città, gentrificazione, emarginazione fisica e sociale, guerre civili, rifugiati, migranti, cambiamenti climatici, ci era stato preannunciato, predetto, previsto, tutti gli scienziati e pensatori del mondo ci avevano messo in guardia. Il mondo così com’era si stava sgretolando e dissolvendo tra le nostre mani, ma nei fatti, nessuna vera grande azione per frenare e arrestare questo processo era stata ancora intrapresa. Il superamento vero di questa fase virale potrà avvenire solo se tutti prenderemo coscienza definitiva che il nostro modello economico di base va cambiato. L’Europa è l’unico vero organismo istituzionale, e monetario, che potrà traghettare la nostra “trans-nazione” europea, verso modelli di sviluppo economico sostenibili, equi e soprattutto coordinati. Già durante la fase di programmazione delle politiche di coesione 2014-2020, la Commissione Europea si era prefissata il raggiungimento di 11 obiettivi tematici, tra cui promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici, la prevenzione e la gestione dei rischi, sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, promuovere l’occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori, promuovere l’inclusione sociale e lottare contro la povertà e qualsiasi discriminazione, solo per citarne alcuni. Dando uno sguardo al “The European Regional Competitiveness Index 2019”, si può dedurre che alcune regioni europee hanno saputo mettere a frutto questi obiettivi, implementandoli nelle loro politiche sociali e urbane, mentre molte altre regioni non sono ancora riuscite a fare in modo che queste “buone pratiche” filtrassero all’interno del sistema normativo ed economico nazionale. La transizione verso modelli di sviluppo economico sostenibili dovrà avvenire nell’immediato e l’architettura dovrà essere il braccio armato di questa operazione. Bisognerà creare luoghi di “rifugio” per includere gli “esclusi”, riprendendo le due citazioni iniziali dell’articolo. Solo attraverso il recupero dei luoghi marginali della società, fisici e non, delle periferie e degli spazi pubblici, e solo mettendo al centro i bisogni di tutti gli esseri viventi si potrà ristabilire l’equilibrio economico ed ecologico di cui il nostro pianeta ha bisogno. L’architettura del passato, gli “esclusivi” grattacieli della finanza e dell’élite, sulle cui facciate adesso si riflette l’inizio della fine di un’era, dovranno essere sostituti da edifici e spazi inclusivi, da luoghi di “rifugio” essenziali a favorire una convivenza più equa e in armonia con la natura. L’architettura post-virale dovrà porsi al servizio di nuove politiche sociali, sottraendosi al ruolo di “facciata” a cui il capitalismo tradizionale l’aveva relegata, svuotandola di contenuti, e riappropriandosi del proprio ruolo educativo, simbolico e funzionale.

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Sofia Montalbano è funzionario ingegnere-architetto presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. E’ membro delegato al Comitato di Sorveglianza di URBACT III, il programma di Cooperazione Territoriale Europea che ambisce a promuovere lo sviluppo urbano integrato e sostenibile tra le città europee, attraverso il “networking” e la diffusione di buone pratiche. Precedentemente ha lavorato come architetto progettista in numerosi studi internazionali di architettura, tra cui Foster and Partners a Londra e RCR Arquitectes a Olot, entrambi vincitori del prestigioso premio Premio Pritzker. In Italia, insieme a Cottone Indelicato Architetti, è tra i progettisti della passerella pedonale della Valle dei Templi di Agrigento, progetto presentato al Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2014. Si laurea nel 2011 presso l’Università degli Studi di Palermo con una tesi sul progetto di restauro e riuso del trecentesco Palazzo Arone a Sciacca (AG). Appassionata di arte e sociologia, è da sempre sostenitrice dell’approccio integrato e multidisciplinare.

 

 

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Title: Fabbricare Fiducia_Architettura #68 | Il post – virale. Verso un’architettura del rifugio e dell’inclusione | Sofia Montalbano

Time: 22 aprile 2020
Category: Article
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