Fabbricare Fiducia_Architettura #49 | La necessità della semplicità, la semplicità delle necessità | Filippo Mandolfino

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Come immagini il mondo dell’architettura dopo l’attuale crisi virale?

In questi giorni di quarantena ho avuto modo di vivere la casa come una grande scatola dei ricordi e non più come luogo in cui “sostare per un pranzo al volo” o “farsi una doccia prima di correre al lavoro” o ancora “andare a dormire la sera”. Questo momento di pausa, questo lento scorrere del tempo in casa, mi ha portato a soffermarmi su molti dettagli che prima probabilmente neanche notavo. Ogni oggetto, ogni cosa mi riconduce ad un ricordo del passato. Rivedo la foto di mio nonno, classe 1920, nato e vissuto per anni in un piccolo paesino nel cuore dell’Aspromonte e i ricordi di lui sono molti e riaffiorano tutti insieme. Ma uno in particolare mi porta a riflettere. Raccontava: ”Quando si costruivano le case, i soldi erano pochi, pochissimi ma c’era altro, tanto altro. C’era la necessità, la voglia di avere un tetto sopra la testa per sé e per la propria famiglia. Si raccoglieva molto materiale dal fiume, le pietre per la struttura, la sabbia per il cemento e nei boschi intorno si recuperava il legno, per i solai, per il tetto. Si stabiliva il perimetro della casa con una corda – ho una moglie e due figli, mi basta avere un posto in cui si possa cucinare, mangiare insieme, mi basta avere un posto in cui poter dormire, io, mia moglie e i miei figli – il bagno era ancora un bene di lusso e non valeva la pena impiegare economie per una cosa che si poteva risolvere con semplicità in altro modo, all’epoca. E si costruiva, tutti insieme, parenti, amici, vicini. Chi aveva esperienza dettava regole, gli altri con semplicità eseguivano. Il sudore, la fatica, la collettività che operava, con semplicità per le necessità dei singoli individui. E la casa nasceva, nel tempo, dopo tanto lavoro.” Il luogo, lo spazio erano così realizzati e le persone vivevano, abitavano con semplicità quelle necessità. E forse il punto è proprio questo: riscoprire la necessità della semplicità, la semplicità delle necessità. Immaginare un modo di fare architettura, di pensare spazi, luoghi che davvero ascoltino con semplicità le necessità, i bisogni dell’uomo, della collettività tutta e che diano una risposta necessaria, semplice, comprensibile nell’essere realizzati, vissuti, abitati. Immaginare un modo di fare architettura che davvero con semplicità nasca dalle necessità dell’uomo, con l’uomo, per le necessità dell’uomo, inteso come singolo individuo e come collettività.

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Filippo Mandolfino si laurea nel 2016 presso la Facoltà di Architettura di Napoli – Federico II, discutendo una tesi sulla riattivazione di un dammuso nell’isola di Pantelleria, con il professore Nicola Flora. Dal 2017 lavora come libero professionista, concentrandosi in particolare sulla riqualificazione dell’esistente e sulla progettazione di interni, implementando la collaborazione con il buon artigianato locale. Collabora con l’associazione Mobilarch e nel 2019 con Periferica, sviluppando progetti e workshop di rigenerazione urbana, architettura partecipata e autocostruzione. Nel 2018 sviluppa con Mobilarch, in collaborazione con il Comune e l’Istituto Tecnico Superiore per l’Artigianato di Campagna (SA), un progetto di rigenerazione urbana in autocostruzione.

 

 

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Title: Fabbricare Fiducia_Architettura #49 | La necessità della semplicità, la semplicità delle necessità | Filippo Mandolfino

Time: 17 aprile 2020
Category: Article
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