Fabbricare Fiducia_Architettura #23 | La vita nelle coorti artificiali | Massimiliano Ercolani

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Come immagini il mondo dell’architettura dopo l’attuale crisi virale?

 

…Nella coorte artificiale si vive per azione simpatica degli abitanti, si ricerca all’interno la propria auto-determinazione, attraverso la propria crescita individuale ed al contempo collettiva.

Ogni classe sociale partecipa alla crescita della coorte, mi permetto qui di citare Lebbeus Woods quando parlava dei “freespaces”:

“Abitano freespaces  persone di ogni classe sociale… …Per la maggior parte, saranno persone che trovano i vecchi ordini gerarchici troppo scomodi, troppo opprimenti, troppo impraticabili per rimanere all’interno di quelle leggi e consuetudini, e siano portati – dall’interno o dall’esterno – ad avere la vita completamente nelle proprie mani. Saranno persone abituate a vivere la crisi: della conoscenza, della geografia, crisi di coscienza, Loro sono coloro che devono continuamente ricominciare. “ (Lebbeus Woods, Guerra e Architettura, D Editore, p 48)

All’interno della coorte avviene lo sdoppiamento tra realtà fisica e psichica (virtuale), è necessario uno sforzo notevole di adattamento, ma da questo punto di vista l’organismo uomo ha un vantaggio, merito delle sue capacità biologiche e culturali, riesce difatti ad insediarsi in luoghi dalle caratteristiche ostili, sviluppando, nel tempo, genotipi diversi in relazione all’ambiente nel quale andrà a stanziare, cosicché anche in ambienti virtuali i genotipi si adatteranno alla sopravvivenza, la parola chiave è Resilienza, non il più forte sopravvive, ma chi si adatta meglio…

…Gli organismi non sono sequenze isolate, ma sono interconnessi e si inseriscono, così, in sistemi più complessi, la coorte artificiale, ecosistema indifferenziato, dove non esiste più la distinzione tra urbano e rurale, perché gli organismi connessi possono avere origini distinte.

Grazie a nuovi processi produttivi, anche se ancora in via di sviluppo, ha avuto inizio la mutazione, le necessità materiali saranno soddisfatte attraverso l’auto-costruzione, i nuovi maker sono solamente l’interfaccia iniziale di questo processo, la deriva è chiara, ognuno fabbricherà per il proprio fabbisogno in maniera rapida ed economica, l’interazione sarà tra gli scarti industriali riciclati e materiali high-tech, favorendo la collaborazione tra gli artigiani tradizionali e gli artigiani digitali a livello planetario, caratterizzando in maniera anti-ideologica la nuova produzione…

…i parametri economici generali della società saranno destrutturati e riconfigurati, le coorti innescheranno una nuova politica economica.

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Massimiliano Ercolani. Nato nel 1970 a Mondavio (PU) ai piedi della Rocca di Francesco di Giorgio Martini. Educato all’arte presso l’Istituto Statale d’arte di Civitavecchia e in Architettura presso “La Sapienza”, Roma. Dal 1991 inizio a collaborare con studi professionali e società di progettazione tra Roma e provincia e per una società del Viterbese eseguo la riproduzione di Icone Russe. Nel 2003 sono Co-fondatore di Interstizi – International Review che nel 2009 viene presentata alla Commissione Cultura dell’Unione Europea a Bruxelles. Dal 2006 sono co-fondatore di Ercolani Bros./DoKC Lab, pratica orientata al design di interni, grafic design e sperimentazione.

https://dokclab.wordpress.com

http://www.ercolanibros.com

 

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Title: Fabbricare Fiducia_Architettura #23 | La vita nelle coorti artificiali | Massimiliano Ercolani

Time: 9 aprile 2020
Category: Article
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